Dopo circa un’ora e mezza dall’apertura degli scambi, le azioni Banca Generali sono in rialzo del 3,54% a 55,5 euro, evidenziando un deciso ritorno di interesse da parte del mercato dopo il sell di ieri. Non è quindi un caso se il rimbalzo odierno consente al titolo di ridurre sensibilmente le perdite accumulate nelle ultime settimane: con il rally in corso, il rosso su base mensile si assottiglia al 5%, segnale che la pressione ribassista potrebbe aver trovato un primo argine.
Alla base del movimento ci sono tre catalizzatori ben definiti: conti 2025 superiori alle attese, dividendo 2026 più generoso del consensus e upgrade da parte degli analisti (in un caso anche sul rating e non solo sull’obiettivo di prezzo). Tre elementi che, combinati, stanno riattivando i flussi in acquisto sul titolo. Meritano di essere analizzati.
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Il primo driver del rally è rappresentato dai risultati preliminari 2025, che hanno mostrato numeri solidi e superiori alle aspettative di mercato.
Banca Generali ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 445,8 milioni di euro, in crescita del 3,4% rispetto ai 431,2 milioni del 2024. Il dato si confronta con un consensus medio fermo a 414,4 milioni, evidenziando una sorpresa positiva significativa in termini di bottom line.
Anche sul fronte dei ricavi operativi la banca ha confermato una traiettoria espansiva. Il margine di intermediazione è salito del 2% a 1,03 miliardi di euro, sostenuto da due componenti chiave:
Sul fronte commerciale, la raccolta netta 2025 ha superato i 6,8 miliardi di euro, in miglioramento del 2,9% su base annua. Un risultato coerente con il posizionamento di Banca Generali nel segmento private e con la crescente domanda di consulenza finanziaria.
A fine dicembre le masse amministrate e in gestione hanno raggiunto 113,5 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto a inizio anno. Un dato rilevante perché amplia la base su cui generare commissioni ricorrenti.
Dal punto di vista patrimoniale, il CET1 ratio si è attestato al 17,1%, includendo già l’impatto della distribuzione del dividendo. Il livello è ampiamente superiore ai requisiti SREP (8,7%), confermando una struttura di capitale robusta e capace di sostenere politiche di payout generose.
Infine, il management ha fornito indicazioni per il 2026: raccolta netta attesa oltre 6,5 miliardi di euro, sostenuta sia dalla crescita strutturale della domanda private sia dal rafforzamento del reclutamento. Inoltre, sul fronte dell’integrazione di Intermonte, le prime sinergie sono già operative. La banca stima ricavi aggiuntivi tra 10 e 15 milioni nel 2026, su un target complessivo di 38-48 milioni al 2030, con un potenziale raddoppio dei ricavi nell’arco del piano.
Secondo catalizzatore del rally è la proposta di dividendo 2026 (relativo all’esercizio 2025), superiore alle attese.
Il management ha proposto una cedola complessiva di 2,9 euro per azione, con un pay-out del 76% e un ammontare totale distribuito pari a 338,9 milioni di euro. Il consensus indicava 2,78 euro: anche in questo caso la banca ha superato le aspettative e questa non può che essere interpretata come una buona notizia dal mercato.
La distribuzione della cedola di Banca Generali avverrà in due tranche:
Al prezzo di chiusura del 10 febbraio (58 euro), il dividendo proposto equivale a un rendimento lordo intorno al 5%, livello competitivo nel panorama bancario italiano, soprattutto considerando la solidità patrimoniale e la visibilità sugli utili.
La combinazione tra utile in crescita, CET1 elevato e payout consistente rafforza il profilo income del titolo, elemento particolarmente apprezzato in una fase di mercato ancora selettiva sul comparto finanziario.
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Il terzo fattore che spiega il boom di acquisti riguarda le revisioni degli analisti, arrivate all’indomani della pubblicazione dei conti.
Kepler Cheuvreux ha alzato la raccomandazione a buy da hold, incrementando il target price a 61,5 euro (da 60 euro). Il miglioramento del giudizio segnala una revisione strutturale della view sul titolo, non solo un semplice aggiustamento tecnico.
Barclays invece ha confermato il rating overweight”, ma ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo a 73,5 euro, livello che implica un upside significativo rispetto alle quotazioni attuali e che sottende il consiglio di sovrappesare in portafoglio.
E per finire, Equita Sim ha mantenuto la raccomandazione hold ossia mantenere, ma ha comunque ritoccato il target price a 58 euro, segno che anche le case più prudenti riconoscono un miglioramento nei fondamentali.
Il quadro complessivo mostra un consenso che si sta progressivamente riallineando verso valutazioni più generose, sostenuto da una crescita organica solida ma anche da elevata generazione di cassa e politica dei dividendi attrattiva. In più c’è il valore aggiunto dell’integrazione sinergica di Intermonte.
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Dopo il rialzo odierno a 55,5 euro, il titolo si riavvicina alle aree di resistenza di breve periodo. La riduzione del calo mensile al 5% indica un recupero tecnico importante, ma il vero banco di prova sarà la capacità di consolidare sopra i 56-58 euro. Sul piano fondamentale, Banca Generali continua a distinguersi per modello di business focalizzato sulla consulenza ad alto valore aggiunto, elevata incidenza di ricavi commissionali e truttura patrimoniale tra le più solide del settore.
L’attenzione degli investitori si sposterà ora sulla dinamica della raccolta nei primi mesi del 2026 e sulla concreta materializzazione delle sinergie con Intermonte.


