Morgan Stanley sta compiendo una spinta diretta verso l'infrastruttura degli asset digitali. L'azienda, che gestisce circa 9,3 trilioni di dollari in asset dei clienti, ha apparentemente presentato domanda per una licenza di banca fiduciaria nazionale.
La mossa le consentirebbe di custodire Bitcoin e altre criptovalute a livello bancario. Potrebbe anche aprire la porta ai servizi di staking per i clienti.
La richiesta segna un chiaro passo oltre il semplice accesso alle criptovalute. La maggior parte delle società di Wall Street si è precedentemente affidata a custodi di terze parti. Questa licenza permetterebbe a Morgan Stanley di detenere asset digitali direttamente per conto dei clienti.
Questa distinzione è importante. La custodia è il fondamento dell'infrastruttura cripto istituzionale. Il controllo sulla custodia significa controllo sugli asset dei clienti e sui rendimenti che tali asset possono generare.
L'azienda serve circa 18 milioni di clienti. Anche un modesto cambiamento di allocazione su quella base potrebbe spostare capitale significativo nei mercati crypto, secondo un commento condiviso dall'account di analista crypto CryptosRus su X.
Morgan Stanley ha seguito un modello visibile. Prima è arrivato l'accesso, poi l'infrastruttura di custodia, e ora potenzialmente i rendimenti da staking. La progressione rispecchia il modo in cui le società di servizi finanziari tradizionali hanno storicamente assorbito nuove classi di asset.
Le precedenti dichiarazioni di Morgan Stanley hanno attirato l'attenzione insieme alla notizia della licenza. L'azienda ha precedentemente descritto Ripple come un'alternativa leader a SWIFT per i pagamenti internazionali, secondo @markchadwickx su X.
La documentazione interna, come citato nello stesso post, avrebbe notato l'efficienza di XRP rispetto a Bitcoin e il suo allineamento più stretto con il modo in cui le banche tradizionali operano attualmente. Morgan Stanley non ha pubblicamente confermato quelle specifiche valutazioni interne.
Bitcoin rimane centrale per l'applicazione di custodia. La licenza, se approvata, posizionerebbe l'azienda per facilitare gli acquisti e gli scambi dei clienti attraverso molteplici asset digitali.
La richiesta arriva mentre Washington si avvicina a una potenziale chiarezza normativa. Il Clarity Act è stato citato nei circoli finanziari come un quadro che potrebbe formalizzare il modo in cui le istituzioni gestiscono gli asset digitali.
Anche altri grandi attori si stanno muovendo. Citi sta costruendo la propria infrastruttura cripto in parallelo, aggiungendo ulteriore peso alla più ampia tendenza istituzionale.
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