Gli analisti di JPMorgan hanno delineato una prospettiva costruttiva per il mercato delle criptovalute per il resto del 2026, prevedendo che gli afflussi istituzionali potrebbero superare il record di 130 miliardi di dollari registrato nel 2025.
Nonostante un inizio d'anno volatile, la banca prevede che la prossima fase di recupero sarà guidata da capitale regolamentato piuttosto che da speculazione guidata dal retail.
Il rapporto inquadra il 2026 come un anno di transizione in cui la partecipazione strutturale di fondi pensione, assicuratori e gestori patrimoniali diventa la forza dominante che determina l'andamento dei prezzi.
JPMorgan identifica la potenziale chiarezza normativa statunitense, inclusa la possibile approvazione del Clarity Act, come un catalizzatore chiave che potrebbe sbloccare capitale da istituzioni che sono rimaste caute a causa dell'incertezza di conformità. Framework più chiari potrebbero consentire ai fondi pensione e alle compagnie assicurative di allocare in asset digitali attraverso veicoli regolamentati.
La banca ha anche osservato che l'attività di riduzione del rischio che si è intensificata alla fine del 2025 sembra stabilizzarsi. I dati sul flusso di capitale di febbraio 2026 suggeriscono che i prelievi di capitale sono rallentati, indicando uno spostamento dalla liquidazione verso il consolidamento.
Questa stabilizzazione costituisce la base per una rinnovata allocazione se le condizioni macro rimangono favorevoli.
Gli analisti guidati da Nikolaos Panigirtzoglou hanno evidenziato che il costo di produzione stimato del Bitcoin è sceso a circa 77.000 dollari. La riduzione segue la capitolazione dei miner e gli aggiustamenti operativi dopo la volatilità dei prezzi.
Storicamente, le metriche del costo di produzione hanno servito come punti di riferimento per i potenziali livelli minimi di mercato durante le fasi correttive. Sebbene non sia una garanzia di supporto, il livello di equilibrio più basso può ridurre la pressione al ribasso sostenuta se le condizioni di mercato si stabilizzano.
JPMorgan continua a mantenere un obiettivo a lungo termine per il Bitcoin fino a 266.000 dollari, posizionando l'asset come sempre più competitivo con l'oro come riserva di valore all'interno di portafogli diversificati.
Oltre alle previsioni direzionali sui prezzi, la banca prevede un'espansione in stablecoin, asset del mondo reale tokenizzati e infrastruttura di custodia. Questi segmenti sono visti come livelli fondamentali per l'efficienza finanziaria piuttosto che verticali puramente speculativi.
Il rapporto suggerisce che la crescita nell'emissione di asset tokenizzati e nelle soluzioni di custodia regolamentate rafforzerà la fiducia istituzionale, rafforzando una più ampia partecipazione di capitale.
Mentre l'attività di venture capital è rallentata all'inizio del 2026, JPMorgan prevede un rinnovato slancio di finanziamento e una potenziale attività IPO tra i fornitori di infrastrutture crypto-native più avanti nell'anno.
JPMorgan prevede che gli afflussi totali per il 2026 potrebbero superare i 130 miliardi di dollari registrati nel 2025, guidati principalmente da riallocazioni in asset digitali a grande capitalizzazione e prodotti di investimento regolamentati.
Le prospettive riflettono uno spostamento nella composizione del mercato piuttosto che un semplice rimbalzo ciclico. Se l'adozione istituzionale continua e la chiarezza normativa migliora, la banca prevede che i mercati crypto passeranno a un modello di crescita più guidato dall'infrastruttura, supportato da afflussi di capitale sostenuti piuttosto che da slanci episodici del retail.
Il post JPMorgan Reveals What Can Drive the Crypto Recovery in 2026 è apparso per primo su ETHNews.


