Terza seduta consecutiva tinta di verde per le azioni Diasorin che, a metà mattinata, segnano un rialzo dell’1,6 per cento a 72,94 euro in un contesto generale che vede il Ftse Mib avanzare di circa mezzo punto percentuale. La nuova progressione di Diasorin consente alla quotata della diagnostica di lasciarsi alle spalle lo scivolone dello scorso 26 gennaio quando il titolo fare i conti con la notizia dell’addio del CFO. Rispetto ad allora c’è stato quindi un ribalzo delle quotazioni: è questo il segnale per gli investitori.
Logicamente il cambio di passo è avvenuto sia perchè gli investitori, smaltito lo smarrimento iniziale, hanno poi giudicato a mente fredda la notizia del passo indietro del CFO, e sia perchè la quotata ha tratto beneficio da alcuni fattori di visibilità nel frattempo intervenuti. Un esempio è la notizia del via libera dalla FDA al primo test diagnostico automatizzato per il virus dell’epatite delta (HDV). Ciò mentre sulle azioni Diasorin c’è da registrare la promozione arrivata dagli analisti di Exane.
Vediamo allora nel dettaglio.
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Nuovo passo strategico per Diasorin sul mercato della diagnostica avanzata. Il gruppo ha annunciato di aver ottenuto dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense l’autorizzazione De Novo per il primo test diagnostico di laboratorio completamente automatizzato per il virus dell’epatite delta (HDV), sviluppato per il sistema immunodiagnostico LIAISON XL. Si tratta di un risultato di rilievo sia sul piano tecnologico sia in ottica di creazione di valore per gli investitori.
Il test, designato dalla FDA come Breakthrough Device, è destinato a supportare la diagnosi dell’HDV in pazienti affetti da epatite B (HBV), sia in forma acuta sia cronica. L’epatite delta rappresenta infatti una delle complicanze più gravi dell’infezione da HBV, con un significativo impatto clinico e un bisogno diagnostico finora in larga parte insoddisfatto, soprattutto in termini di automazione e standardizzazione dei processi di laboratorio.
Dal punto di vista industriale, l’autorizzazione De Novo apre la strada alla commercializzazione del test negli Stati Uniti a partire da febbraio 2026, rafforzando il posizionamento di DiaSorin nel segmento della diagnostica specialistica ad alto valore aggiunto. La scelta del sistema LIAISON XL, piattaforma già ampiamente installata nei laboratori, potrebbe favorire una rapida adozione del test, con ricadute positive sui ricavi ricorrenti legati ai reagenti.
Un ulteriore elemento di interesse per il mercato è il supporto allo sviluppo fornito da Gilead Sciences, uno dei principali attori globali nel campo delle terapie antivirali. La collaborazione conferma la rilevanza clinica del progetto e rafforza la credibilità dell’iniziativa anche sul piano commerciale.
Per gli investitori, il via libera della FDA rappresenta un potenziale catalizzatore: l’ingresso in una nicchia diagnostica ad alta specializzazione, con barriere tecnologiche elevate e limitata concorrenza, può contribuire a migliorare la visibilità sulla crescita futura e sostenere il profilo di marginalità di Diasorin nel medio periodo.
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E a proposito di valutazioni, c’è anche da registrare la presa di posizione di Exane che ha alzato da underperform a neutral il rating sulla quotata della diagnostica. La view quindi ora diventa prudenziale. Nonostante l’upgrade sul rating, gli esperti francesi hanno però rivisto al ribasso il target price che ora è fissato a 75 euro contro gli 82,5 euro precedenti.
Il messaggio che è arrivato dagli esperti può quindi essere sintetizzato in questo modo: le azioni Diasorin non faranno più peggio del settore di riferimento ma è bene mantenere comunque un approccio prudente anche perchè il potenziale di upside è più basso rispetto a prima. Secondo Exane i multipli del titolo della diagnostica sono più bassi sia rispetto alla concorrenza che alla media degli ultimi 15 anni.


